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Innoven Srl attended the “BIC Matchmaking Event in Brussels”

BIC’s industry members have selected 12 of the 16 topics of the 2017 Call, for workshops during the Match Making Event (MME) on 16 February 2017 in Brussels. The workshops was introduced by short ‘pitches’ by industry and academia, followed by extensive discussion. The objective of the workshops was to provide BIC members the best opportunities to make excellent project proposals when the Call is opened.

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The official website of the NoAW project is now available on the following URL: http://noaw2020.eu/

NoAW intends to explore the potential of agro-waste to be converted into a portfolio of eco-efficient products which are produced using fewer resources and creating less pollution such as bio-energy, bio-fertilizers, bio-packaging and bio- molecules, in symbiosis with urban waste conversion. NoAW also considers environmental and human safety risks which can emerge from circular management of agro-wastes.

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Novità

Innoven Srl diventa membro del consorzio Bio-Based Industries (http://biconsortium.eu/innoven)

The BBI is an instrument to support industrial research and innovation, to overcome the innovation ‘valley of death’, the path from research to the marketplace. It encourages partnership with the private sector to fund and bring together the resources needed to address the challenges involved in commercialising major society-changing new technologies.

 

 

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Novità

Articolo del sole 24 ore per INNOVEN Srl

INNOVEN Srl è stata premiata dal programma europeo Horizon 2020 per il grosso progetto pilota che permetterà di recuperare biopolimeri in campo agro-zootecnico. Clicca qui per leggere l’articolo intero

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Novità

XXI IUPAC CHEMRAW Conference on “Solid Urban Waste Management”

Francesco Fatone presenta “Short-cut enhanced polyhydroxyalkanoates recovery from sewage sludge” alla conferenza XXI IUPAC CHEMRAW che si terrà a Roma durante i giorni 6, 7 e 8 aprile. La produzione sostenibile di bioplastiche dalle acque reflue e dai fanghi di depurazione è infatti tra gli orizzonti di SMART-PLANT,  il progetto europeo dell’economia circolare dei depuratori municipali.

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Novità

Progetto Europeo IntCatch per il monitoraggio del Lago di Garda

IntCatch è un progetto finanziato da Horizon2020 che prevede una flotta di droni acquatici, in grado monitorare lo stato delle acque del lago di Garda attraverso la raccolta di campioni sensori biometrici. I droni consentiranno di monitorare una serie di sostanze e agenti inquinanti come diossine, pesticidi e idrocarburi policiclici aromatici oltre a rilevare la presenza di rifiuti solidi sospesi organici e non. I dati ottenuti saranno prima processati tramite strutture informatiche cloud e taggate poi con un GPS integrato così da essere resi disponibili ai cittadini con un approccio di “citizen science” (partecipazione del pubblico nella ricerca scientifica).

I partner italiani in una ottica multi disciplinare, sono: LabICAB (laboratorio di Ingegneria chimica dell’ambiente e dei bioprocessi dell’Università di Verona), Algorithmica, Azienda Gardesana Servizi, Istituto Superiore di Sanità, Personal Genomics (spin-off dell’università veronese) e Technital.

Il progetto è stato oggetto di un articolo pubblicato su “Il Sole 24 ore” lo scorso 27 Febbraio 2016: http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-03-16/acque-veneto-capofila-dell-innovazione-europea-164413.shtml?uuid=ACX60IpC.

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Novità

Francesco Fatone presenta in Regione Veneto il progetto europeo SMART-PLANT

SMART-PLANT è il progetto europeo dell’ECONOMIA CIRCOLARE NELLA GESTIONE DEI DEPURATORI MUNICIPALI. Esistono infatti tecniche innovative ed ecosostenibili che ogni anno possono permettere di recuperare, dagli scarichi domestici di ogni cittadino, circa 7 kg di cellulosa, oltre 3 kg di biopolimeri, 1 kg di fosforo ed oltre 4 kg di azoto. Il progetto SMART-PLAN mira a validare direttamente sul campo queste soluzioni, realizzando una piattaforma europea che dimostrerà come sia fattibile e sostenibile integrare i nostri depuratori urbani e trasformarli in impianti di recupero, con forti impatti economici e sociali, oltre che ambientali, che si andranno a quantificare nell’ambito del progetto.

Il progetto è stato oggetto di un articolo pubblicato su “Il Sole 24 ore” lo scorso 16 Marzo 2016: http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-03-16/acque-veneto-capofila-dell-innovazione-europea-164413.shtml?uuid=ACX60IpC.

 

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Novità

Il gruppo LabiCAB (UNIVR) riceve il Sette Green Awards 2015

Lo scorso 01/12/2015,  il gruppo LABICAB dell’Università degli Studi di Verona,  ha ricevuto il premio “SetteGreen Awards 2015” per le eccellenti ricerche e le innovazioni sostenibili sviluppate per il recupero di bioplastiche e fertilizzanti dagli impianti di depurazione delle acque reflue. Sette, il Magazine del Corriere della Sera, ha dedicato al laboratorio LabiCAB un intero servizio uscito insieme all’omonimo quotidiano il giorno venerdì 6 Novembre 2015.

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Novità

Presentati i risultati ottenuti dalla tecnologia S.C.E.N.A. (Short-Cut Enhanced Nutrients Abatement)

Giovedì 5 novembre alla conferenza di “Ecomondo – The Green Technologies Expo”, l’ing. Daniele Renzi, responsabile dell’Ufficio Ottimizzazione dei Processi Depurativi e referente della ricerca per ATS  (Alto Trevigiano Servizi), ha presentato i risultati dell’innovativo sistema S.C.E.N.A. attivo nel depuratore di Carbonera (TV): riduzione dei consumi energetici del 25%, diminuzione degli scarti depurativi del 30% e sperimentazione della produzione di bioplastiche.

Ecomondo è la fiera della green economy e delle tecnologie sostenibili che negli ultimi anni ha visto la partecipazione di oltre 100.000 visitatori e di oltre 1.200 espositori.

 

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Novità

Il gruppo LabICAB presentato dal Corriere della Sera

La storia e le attività del gruppo LabiCAB sono state oggetto dell’articolo pubblicato dal Corriere della Sera il giorno 06 novembre 2015. Il gruppo ricerca, sviluppa e trasferisce processi e impianti biotecnologici innovativi che possano rendere efficienti i depuratori di acque reflue urbane già esistenti, fino a trasformarli in “fabbriche di risorse recuperate”, sostenibili dal punto di vista tecnico, economico e ambientale, con attenzione alle emissioni di gas serra (carbon footprint). Punto di partenza della ricerca è, dunque, il territorio, con i suoi depuratori e la necessità di risolvere problemi cogenti, come la diminuzione di costi e di consumi energetici. Proprio per facilitare il trasferimento delle tecnologie innovative alle aziende locali, fino alle applicazioni su piena scala, è nato nel 2013 INNOVEN srl, spin-off dell’Università di Verona.

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